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La marca ATELIER TITTA RATTI® 

(Marchio registrato presso l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, Berna, numero 603365, di proprietà della Fondazione Elisa e Titta Ratti, info https://www.swissreg.ch )
 
L’ATELIER TITTA RATTI®  è un centro culturale polifunzionale: la sua presenza costituisce un importante tassello di qualità nella regione con l’obiettivo di conciliare cultura, ricerca e intrattenimento.
Si desidera coinvolgere con varie attività enti, associazioni e chiunque abbia a cuore un’animazione legata all’arte e alla cultura in genere, così da ottenere un interscambio culturale permettendo l’utilizzo degli spazi della sede a tutta la comunità compatibilmente con gli scopi della Fondazione.
La marca ATELIER TITTA RATTI® è pure l’identità visiva della Fondazione Elisa e Titta Ratti, quale distinzione e riconoscimento della propria attività.
 
Il programma generale comprende :
- Esposizioni di opere di Titta e Artisti da lui conosciuti, documentazione, banca dati, fotografie;
- Esposizioni temporanee con varie tematiche;
- Relazioni continue con: Artisti, associazioni, enti pubblici, gallerie d'arte, musei, opinion leaders,   privati,    scuole …
- Esposizioni di opere di artisti contemporanei e giovani;
- “Ateliers”, progetti didattici, corsi, conferenze, visite.
 
 
 

Il progetto: entusiasmo e fascino
 
Certamente il nostro Cantone non manca di musei, capaci di offrire varietà e qualità, ma il comune di Malvaglia – ora Serravalle – ha saputo creare, grazie al contributo di Elisa Ratti (sorella di Titta) e per essa la Fondazione stessa, un’importante offerta culturale.
Restaurando nel 2010 / 11 / 12 il significativo stabile del 1901 (ex asilo / scuola dell’infazione, ricco di storia e situato al centro del paese), tramite il progetto dell’Arch.Quaglia di Lugano, oggi il Paese è in grado di proporre un importante tassello culturale per tutta la regione.
Nell’intento dell’Arch.Quaglia si è trattato di un intervento “minimalista” che ha permesso un ripristino nel rispetto della struttura originaria, ampliando solo la parte retrostante che ospita di fatto l’esposizione permanente situata a piano terreno.
Citando Paul Valéry: “Bisogna che i monumenti cantino. E’ necessario che essi generino un vocabolario. Creino una relazione, contribuiscano a creare una società civile. La memoria storica, infatti, non è un fondo immobile in grado di comunicare comunque, bisogna sapere come farla riaffiorare, va continuamente rinarrata. Anche perché se il patrimonio culturale non entra in relazione con la gente, declinando linguaggi diversi e parlando a tutti, rischia di morire, incapace di trasmettere senso e identità a una comunità”.
I lavori di ripristino dello stabile sono stati fotografati da Pino Brioschi, Bellinzona. Queste belle fotografie, parzialmente, saranno visibili al pubblico in occasione dell’inaugurazione prevista per il mese di ottobre 2012.